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World Wide Web
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Il mweqWorld Wide Web (termine in mweglingua inglese traducibile in mwewitaliano come "rete di ampiezza mondiale" o "rete mondiale"), abbreviato mwfaweb, mwfqWWW o mwfgW3, è uno dei principali servizi di mwfwInternet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti, mwgamultimediali e non, interrelati tramite mwgqcollegamenti ipertestuali (mwgglink), e di fruire di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet (mediante mwgwautenticazione). Questa facile reperibilità di mwhainformazioni è resa possibile, oltre che dai mwhqprotocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità d'uso ed efficienza dei mwhgmotori di ricerca e dei mwhwweb browser in un modello di architettura di rete definito mwiaclient-server.

Contents

Storia
Note

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Storia

L'ideazione e la nascita

La prima proposta di un sistema ipertestuale, cioè di un testo con rimandi interni ad altri testi, si può far risalire agli studi di mwmqVannevar Bush, poi pubblicati nell'articolo mwmgmwmwAs We May Think (in italiano "Come potremmo pensare") del mwna1945. Il concetto di mwnqipertesto fu introdotto nel mwng1965 da mwnwTed Nelson.

La data di nascita del World Wide Web viene comunemente indicata nel 6 agosto mwoq1991, giorno in cui l'mwoginformatico inglese mwowTim Berners-Lee pubblicò il primo mwpasito webcite-ref-2[2]. L'idea del World Wide Web era nata due anni prima, nel mwqq1989, presso il mwqgCERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di mwqwGinevra, il più importante mwralaboratorio di fisica mwrqeuropeo. Il ricercatore inglese era stato colpito da come alcuni colleghi italiani trasmettevano informazioni tramite mwrglinea telefonica da un piano all'altro dell'istituto visualizzando informazioni tramite video. Il 20 marzo mwrw1989 Tim Berners-Lee presentò infatti al proprio supervisore il mwsadocumento mwsqInformation Management: a Proposal, una cui copia è esposta presso il CERN, che fu valutato «vago ma interessante».

Alla sua base vi era il progetto dello stesso Berners-Lee e di un suo collega, il belga mwswRobert Cailliau, volto ad elaborare un software per la condivisione di mwtadocumentazione scientifica in mwtqformato elettronico indipendentemente dalla mwtgpiattaforma informatica utilizzata, con il fine di migliorare la mwtwcomunicazione, e quindi la mwuacooperazione, tra i ricercatori dell'istituto. A lato della creazione del software iniziò anche la definizione di mwuqstandard e mwugprotocolli per scambiare documenti su mwuwreti di calcolatori: il linguaggio mwvaHTML e il mwvqprotocollo di rete mwvgHTTP. La mwvwproprietà intellettuale del progetto apparteneva al mwwaCERN, di cui Berners-Lee era dipendente. L'informatico inglese dichiarò di non aver mai fatto nulla per brevettare la tecnologia perché desiderava fin dall'inizio che il web fosse accessibile da chiunquecite-ref-3[3]. Del resto, anche il CERN guidato da mwxqFabiola Gianotti utilizza la brevettazione in pochissimi casi, preferendo porre le sue scoperte a servizio del progresso della scienzacite-ref-4[4].

Nel mese di dicembre mwyw1990 furono completate le prime versioni dei software per il mwzaserver. Berners-Lee realizzò anche il primo mwzqbrowser. Il giorno 20cite-ref-cern-birth-web-1-1[1] apparve il primo mwagsito, che descriveva lo stesso progetto WWWcite-ref-5[5]cite-ref-6[6]. Il sito era visibile solo ai dipendenti e collaboratori del CERN. A partire dal 6 agosto mwcw1991, invece, Berners-Lee cominciò ad annunciare pubblicamente su diversi mwdanewsgroup l'esistenza del progetto WWW e la disponibilità del softwarecite-ref-7[7]. Occorsero 17 giorni perché la pagina venisse visitata: il primo utente esterno al centro di ricerca la raggiunse il 23 agosto successivocite-ref-corriere-it-8-0[8].

Dopo due anni in cui era stato usato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile mwfg1993 il CERN decise di mettere il WWW a disposizione di tutti rilasciandone il mwfwcodice sorgente in mwgapubblico dominio. Negli anni successivi la nuova tecnologia conobbe un veloce e ampio successo, in virtù della possibilità offerta a chiunque di creare pagine web senza software specifici (era ed è sufficiente un mwgqeditor di testo), dell'efficienza del servizio e, non ultima, della sua semplicità complessiva. Con il successo del Web ha inizio l'inarrestabile crescita e diffusione di mwggInternet degli anni 2000-2010, nonché la cosiddetta "era del Web".

Il primo sito web italiano messo on line fu quello del «mwhaCentro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna» (CRS4)cite-ref-9[9]. Il sito, crs4.it, fu pubblicato nella primavera del mwiq1993cite-ref-10[10] ed è tuttora mwjgonline (ovviamente nella versione storicacite-ref-11[11]).

Dalle pagine statiche ai Web service

Gli standard e i protocolli che facevano funzionare il Web supportavano inizialmente la sola gestione di pagine HTML "statiche", vale a dire file ipertestuali (preparati precedentemente) visualizzabili e, soprattutto, navigabili utilizzando opportune applicazioni (mwmwbrowser web).
Per superare le limitazioni del progetto iniziale, furono subito definiti strumenti capaci di generare pagine mwnqHTML dinamiche (ad es. utilizzando dati estratti da un mwngdatabase). La prima soluzione di questo tipo furono le mwnwCGI (mwoaCommon Gateway Interface). Attraverso una CGI è possibile richiedere ad un mwoqweb server di invocare un'mwogapplicazione esterna e presentare il risultato come una qualsiasi pagina HTML. Questa soluzione, sebbene molto semplice da realizzare, presenta numerose limitazioni di progetto (l'applicativo esterno viene eseguito ad ogni richiesta utente e non è prevista alcuna mwowottimizzazione, non vi è alcuna gestione dello stato della mwpasessione).

Per dare al web una maggiore mwpginterattività e dinamicità sono state perseguite due strade. Da un lato sono state aumentate le funzionalità dei mwpwbrowser attraverso un'evoluzione del linguaggio HTML e la possibilità d'interpretazione di mwqalinguaggi di scripting (come il mwqqJavaScript). Dall'altro, si è migliorata la qualità di elaborazione dei server attraverso una nuova generazione di linguaggi integrati con il web server (come mwqgJSP, mwqwPHP, mwraASP, etc.), trasformando pertanto i web server negli attuali mwrqapplication server.

La diffusione di queste soluzioni ha consentito di avviare l'utilizzo del web come mwrwpiattaforma applicativa che oggi trova la sua massima espressione nei mwsaWeb service, alla cui realizzazione e diffusione ha lavorato l'intera industria mondiale del software per la gestione d'azienda, dai grandi nomi commerciali (come mwsqSAP e mwsgOracle) fino alle comunità mwswOpen Source. L'utilizzo dei web-service all'interno dell'architettura di integrazione mwtaSOA permette oggi anche alle piccole imprese di gestire senza grandi sforzi i propri mwtqprocessi aziendali.

Scopo dei Web service è di limitare il più possibile le attività di mwtwimplementazione, consentendo di accedere a servizi software resi disponibili in rete, assemblarli secondo le proprie necessità e pagarli soltanto per il loro utilizzo effettivo, metodologia individuata nella terminologia anglosassone come mwuapay per use, mwuqmwugon demand software, mwuwjust in time software, mwvaon tap software, etc.

I web-service e il loro successo hanno quindi un legame strutturale e intrinseco con i processi aziendali che devono supportare nell'ambito di una nuova organizzazione basata sui processi.

Il Web semantico

Nonostante tutte queste evoluzioni, il web rimane una gigantesca mwxgbiblioteca di pagine HTML on-line. Però, se da un lato lo standard HTML con la sua semplicità ha contribuito all'affermazione del web, dall'altro ha la grossa limitazione di occuparsi solo della mwxwformattazione dei mwyadocumenti, tralasciando la struttura e il mwyqsignificato del contenuto.

Questo pone notevoli difficoltà nel mwywreperimento e riutilizzo delle informazioni. Per rendersi conto di questo è sufficiente eseguire una ricerca utilizzando uno dei molti motori disponibili in rete e ci si accorgerà che, delle migliaia di documenti risultanti dalla mwzaquery, spesso solo una piccola percentuale è d'interesse per la ricerca che s'intendeva fare. Ad esempio, per un qualsiasi motore di ricerca, non esiste alcuna differenza fra il termine mwzqRossi nel contesto mwzgIl Sig. Rossi ed il termine mwzwrossi nel contesto mw0acapelli rossi, rendendo la ricerca molto difficile.

La risposta a questo problema è venuta, ancora una volta, dal fisico inglese mw0gTim Berners-Lee, che, abbandonato il mw0wCERN, ha fondato il consorzio mw1aW3C che ha assunto il ruolo di governo nello sviluppo di standard e protocolli legati al web. Egli nel mw1q1998 ha definito lo standard mw1gXML (eXtensible Markup Language), un metalinguaggio derivante dall'mw1wSGML, che consente la creazione di nuovi linguaggi di marcatura (ad es. lo stesso HTML è stato ridefinito in XML come mw2aXHTML). Sua caratteristica innovativa è la possibilità di aggiungere informazioni semantiche sui contenuti attraverso la definizione di opportuni mw2qtag.

I principali obiettivi di XML, dichiarati nella prima specifica ufficialecite-ref-12[12] (ottobre mw3w1998), sono pochi ed espliciti: utilizzo del mw4alinguaggio su Internet, facilità di creazione dei documenti, supporto di più mw4qapplicazioni, chiarezza e comprensibilità. Con queste semplici caratteristiche l'XML fornisce un modo comune di rappresentare i dati, cosicché i programmi software siano in grado di eseguire meglio ricerche, visualizzare e manipolare informazioni nascoste nell'oscurità contestuale.

È per questo che, nonostante la sua giovane età, l'XML è alla base di tutte le nuove specifiche tecnologiche distribuite dal mw4wW3C ed è stato adottato come standard di rappresentazione dati da tutta l'industria informatica (dai file di configurazione delle applicazioni alla definizione di formati di interscambio dei dati)., riscuotendo un particolare successo nella comunicazione con i motori di ricerca, grazie alla semplificazione della scansione dei mw5gmetadati.

Le specifiche XML hanno però una lacuna molto importante: non definiscono alcun meccanismo univoco e condiviso per specificare relazioni tra mw6ainformazioni espresse sul web per una loro mw6qelaborazione automatica (ad es. più documenti che parlano dello stesso argomento, persona, organizzazione, oggetto), rendendo molto difficile la condivisione delle informazioni.

Anche in questo caso la soluzione al problema è venuta dal W3C di Berners-Lee, attraverso la formalizzazione del mw6wweb semantico. Il W3C considera l'ideale evoluzione del web dal mw7amachine-representable al mw7qmachine-understandable. L'idea è di generare documenti che possano non solo essere letti e apprezzati da esseri umani, ma anche accessibili e interpretabili da mw7gagenti automatici per la ricerca di contenuti.

A tale scopo sono stati definiti alcuni linguaggi, quali mw8aResource Description Framework (RDF) e mw8qWeb Ontology Language (OWL), entrambi basati su XML, che consentono di esprimere le relazioni tra le informazioni rifacendosi alla logica dei predicati mutuata dall'mw8gintelligenza artificiale.cite-ref-13[13] Questi standard sono già disponibili, ma continuano ad essere ulteriormente sviluppati insieme a formalismi e strumenti per dotare il web di capacità di mw9winferenza.

Quello appena esposto è un processo solo apparentemente tecnico, ma ben visibile nella sua portata, che ha come obiettivo l'approdo all'intelligenza condivisa del web che promette, a breve, l'uso più efficiente dei siti internet e, a più lungo termine, un'autentica trasformazione nella natura del software e dei servizi.

Tanto interesse per queste tecnologie è da ravvisare nel fatto che tutti (utenti, produttori di software e di servizi piccoli e grandi) hanno da avvantaggiarsi dalla diffusione piena di questi standard. La formazione nel corpo del web di una vasta mw-arete "semantica" è, infatti, la condizione chiave per il decollo di un nuovo modo di intendere ed usare il web.

Descrizione

La differenza tra il Web e Internet

Il Web e mwaqaInternet sono due concetti diversi, seppur spesso confusi. Sintetizzando e semplificando, si può dire che Internet è una determinata rete di computer (qui "computer" è usato in senso specialistico quindi andando ben oltre a ciò che è ritenuto "computer" dalla massa degli utilizzatori di tecnologia informatica) quindi è una struttura. Invece, il Web rappresenta uno specifico servizio (uno dei tanti impiegabili tramite Internet) e, in dettaglio, è il servizio rappresentato da contenuti e informazioni fruibili mediante un mwaqebrowser su indirizzo mwaqihttp o applicazioni web. Il Web si appoggia a Internet.

Caratteristiche

Caratteristica principale della mwaqurete mwaqyWeb è che i mwaqcnodi che la compongono sono tra loro collegati tramite i cosiddetti mwaqglink (collegamenti ipertestuali), formando un enorme mwaqkipertesto, e i suoi servizi possono essere resi disponibili dagli stessi utenti di Internet.

Per quanto riguarda i contenuti, quindi, il mwaqsWeb possiede la straordinaria peculiarità di offrire a chiunque la possibilità di diventare mwaqweditore e, con una spesa esigua, di raggiungere un pubblico potenzialmente vastissimo distribuito in tutto il mondo: gli utenti di Internet nel mwaq02008 hanno superato il miliardo e cinquecento milioni, quasi un quarto della popolazione mondialecite-ref-14[14].

Il mwarmWeb è stato inizialmente implementato da mwarqTim Berners-Lee mentre era ricercatore al mwaruCERN, sulla base di sue idee e di un suo collega, mwaryRobert Cailliau, e gli standard su cui è basato, in continua evoluzione, sono mantenuti dal mwarcmwargWorld Wide Web Consortium (W3C).

Il Web è uno spazio mwaroelettronico e mwarsdigitale di Internet destinato alla pubblicazione di contenuti multimediali (mwarwtesti, mwar0immagini, mwar4audio, mwar8video, mwasaipertesti, mwaseipermedia, ecc.) nonché uno strumento per implementare particolari servizi come ad esempio il mwasidownload di software (mwasmprogrammi, mwasqdati, mwasuapplicazioni, mwasyvideogiochi, ecc.). Tale spazio elettronico e tali servizi sono resi disponibili attraverso particolari mwasccomputer di Internet chiamati mwasgserver web.

Chiunque disponga di un computer, di un accesso ad Internet, degli opportuni programmi e del cosiddetto spazio web, porzione di memoria di un mwasoserver web destinata alla memorizzazione di contenuti web e all'implementazione di servizi web, può, nel rispetto delle leggi vigenti nel mwassPaese in cui risiede il server, pubblicare contenuti multimediali od offrire particolari servizi. I contenuti del Web sono infatti costantemente mwaswmwas0on-line, quindi costantemente fruibili da chiunque disponga di un computer, di un accesso a Internet, e degli opportuni programmi di "navigazione", in particolare del cosiddetto mwas4browser web, che consente, appunto, di fruire dei contenuti e dei servizi pubblicati sul Web.

I più popolari mwatamwateInternet service provider offrono la possibilità di pubblicare sul mwatiWeb contenuti non troppo complessi senza la necessità di conoscere il mwatmlinguaggio di markup del mwatuWeb. Lo stesso vale anche per i mwatymwatcblog: molti sono infatti i mwatgsiti web che offrono gratuitamente la possibilità di creare un blog in modo semplice e immediato senza la necessità di avere particolari conoscenze tecniche. In caso invece di contenuti più complessi è necessario dotarsi anche di un mwatomwatseditor web mwatwmwat0WYSIWYG se si vuole evitare, o almeno semplificare, l'apprendimento del linguaggio di mwat4markup del Web.

Non tutti i contenuti e i servizi del Web sono però disponibili a chiunque, in quanto il proprietario dello spazio web, o chi ne ha delega di utilizzo, può renderli disponibili solo a determinati utenti, gratuitamente o a pagamento, utilizzando il sistema degli mwauaaccount.

Contenuti e l'organizzazione

I contenuti principali del Web sono costituiti da mwaumtesto e mwauqgrafica, il cui formato è codificato da un insieme ristretto di standard definito dal mwauuW3C. Tali contenuti sono quelli che tutti i browser web devono essere in grado di interpretare e rappresentare autonomamente, cioè senza software aggiuntivo.

I contenuti pubblicati sul Web possono essere però di qualunque tipo e in qualunque standard. Alcuni di questi contenuti sono pubblicati per essere fruiti attraverso il mwaucbrowser web e, non essendo in uno degli standard appartenenti all'insieme definito dal W3C, il browser web deve essere esteso nelle sue funzionalità al fine di poterli rappresentare. A tale scopo, il browser deve essere provvisto di opportuni mwaugmwaukplug-in, cioè estensioni del software base che ne aumentano le funzionalità, e che sono normalmente disponibili nel web. I contenuti che non sono direttamente fruibili dal browser web, devono essere utilizzati con programmi esterni al browser stesso. Ad esempio si può trattare di un mwauofile eseguibile per il mwaussistema operativo che si sta utilizzando, o di un mwauwfoglio elettronico in formato mwau0Microsoft Excel.

I contenuti del Web sono organizzati nei mwavmmwavqsiti web a loro volta strutturati nelle mwavumwavypagine web le quali si presentano come composizioni di testo e/o grafica visualizzate sullo schermo del computer dal browser web. Le pagine web, anche appartenenti a siti diversi, sono collegate fra loro in modo non sequenziale attraverso i mwavcmwavglink (anche chiamati mwavkcollegamenti), parti di testo e/o grafica di una pagina web che permettono di accedere ad un'altra pagina web, di scaricare particolari contenuti, o di accedere a particolari funzionalità, cliccandoci sopra con il mwavomouse, creando così un mwavsipertesto.

Tutti i siti web sono identificati dallmwav0'mwav4indirizzo web, una sequenza di caratteri univoca chiamata in termini tecnici mwav8URL che ne permette la rintracciabilità nel Web.

Non è previsto un indice aggiornato in tempo reale dei contenuti del Web, quindi nel corso degli anni sono nati ed hanno riscosso notevole successo i cosiddetti mwawemwawimotori di ricerca, siti web da cui è possibile ricercare contenuti nel Web in modo automatico sulla base di mwawmparole chiave inserite dall'utente, e i cosiddetti mwawqmwawuportali web, siti web da cui è possibile accedere ad ampie quantità di contenuti del Web selezionati dai redattori del portale web attraverso l'utilizzo di motori di ricerca o su segnalazione dei redattori dei siti web.

I servizi

Oltre alla pubblicazione di contenuti multimediali il Web permette di offrire servizi particolari implementabili dagli utenti stessi. I servizi implementabili sono innumerevoli, in pratica limitati solo dalla mwawkvelocità della linea di mwawotelecomunicazione con cui l'utente e chi fornisce il servizio sono collegati e dalla mwawspotenza di calcolo dei loro computer. Di seguito quindi sono elencati solo quelli contraddistinti da una denominazione generica:

• mwaw4download: la distribuzione di mwaw8software;
• mwaxeweb mail: la gestione della casella di mwaxiposta elettronica attraverso il Web;
• web mwaxqchat: la comunicazione testuale in tempo reale tra più utenti di Internet, tramite applicazioni di mwaxuinstant messaging;
• mwaxcstreaming: la distribuzione di mwaxgaudio/mwaxkvideo in tempo reale;

• mwaxwweb radio: la mwax0radio fruita attraverso il Web;
• mwax8web TV: la mwayatelevisione fruita attraverso il Web.

Implementazione

Il Web è mwaykimplementato attraverso un insieme di mwayostandard, i principali dei quali sono i seguenti:

• mway0HTML (e suoi derivati): il mway4linguaggio di markup con cui sono scritte e descritte le pagine web;
• mwazaHTTP: il mwazeprotocollo di rete appartenente al mwazilivello di applicazione del mwazmmodello ISO/OSI su cui è basato il Web;
• mwazuURL: lo schema di identificazione, e quindi di rintracciabilità, dei contenuti e dei servizi del Web.

La peculiarità dei contenuti del Web è quella di non essere memorizzati su un unico computer ma di essere distribuiti su più computer, caratteristica da cui discende efficienza in quanto non vincolati ad una particolare localizzazione fisica. Tale peculiarità è realizzata dal protocollo di rete HTTP il quale permette di vedere i contenuti del Web come un unico insieme di contenuti anche se fisicamente risiedono su una moltitudine di computer di mwazgInternet sparsi per il mwazkpianeta.

Funzionamento

La visione di una mwazwpagina web inizia digitandone l'mwaz0URL nell'apposito campo del mwaz4browser web oppure cliccando su un mwaz8collegamento ipertestuale presente in una pagina web precedentemente visualizzata o in altra risorsa come ad esempio un'mwaaae-mail. Il browser web a quel punto dietro le quinte inizia una serie di messaggi di comunicazione con il mwaaeweb server che ospita quella pagina con lo scopo di visualizzarla sul terminale utente.

Per prima cosa la porzione di server-name dell'URL è risolta in un mwaamindirizzo IP usando il database globale e distribuito conosciuto come mwaaqDomain Name System (in acronimo DNS). Questo indirizzo IP è necessario per inviare e ricevere mwaaupacchetti dal mwaayserver web.

A questo punto il browser richiede le informazioni inviando una richiesta a quell'indirizzo. In caso di una tipica pagina web, il testo mwaagHTML di una pagina è richiesto per primo ed immediatamente mwaakinterpretato dal browser web che, successivamente, richiede eventuali immagini o file che serviranno per formare la pagina definitiva.

Una volta ricevuti i file richiesti dal web server, il browser mwaasformatta la pagina sullo schermo seguendo le specifiche HTML, mwaawCSS, o di altri linguaggi web. Ogni immagine e le altre risorse sono incorporate per produrre la pagina web che l'utente vedrà.

Accessibilità e usabilità

Cruciali nell'evoluzione del Web sono diventati i concetti, di mwaa8accessibilità e mwabausabilità a favore di ogni tipologia di utente, relativi alla progettazione, organizzazione e implementazione dei contenuti secondo specifici requisiti, in comune in generale con le linee evolutive di tutti i prodotti mwabehardware e mwabisoftware in ambito mwabmICT.

Note

cite-note-cern-birth-web-11. mwabw(mwab0mwab4EN) mwab8mwacaThe birth of the web, su mwacehome.cern, CERN. mwaciURL consultato il 28 settembre 2016.
cite-note-22. mwacymwaccmwacgInternet, 25 anni fa andava online il primo sito web, su mwacktech.fanpage.it. mwacoURL consultato il 29 novembre 2017.
cite-note-33. Massimo Sideri: ha mai avuto rimpianti per l’assenza di brevetti sulla sua invenzione? Tim Berners-Lee: «No, non ho mai avuto rimpianti per non averlo fatto. Non ho fatto nessun passo per tirare fuori il processo tecnologico e brevettarlo. È stato un punto strategico del progetto il fatto che dovesse funzionare senza royalties. Se solo avessi chiesto per ogni singolo clic anche pochi soldi sarebbe stato diverso. Ma la mia idea è che tutti dovevano accedere al Web. Comunque le persone si incontrino online, c’è una migliore educazione. In molti sensi il Web ha cambiato la vita delle persone».
cite-note-44. mwademwadimwadmEcco il documento del Cern che cambiò la storia del Web- Corriere.it, su mwadqarchive.is, 13 febbraio 2025. mwaduURL consultato il 13 febbraio 2025.
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Bibliografia

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• mwajmJames Gillies, Com'è nato il web, Milano, Baldini & Castoldi, 2002.
• Tim Berners-Lee, in collaborazione con Mark Fischetti, mwajuL'architettura del nuovo Web, Milano, mwajyFeltrinelli, 2001.
• mwajg(EN) A Little History of the World Wide Web, su w3.org, 1995. URL consultato il 23 ottobre 2019.

Voci correlate

• mwakiSocial media
• mwakqWeb mobile
• mwakyWeb sommerso
• mwakgWeb 1.0
• mwakoWeb 2.0
• mwakwWeb 3.0
• mwak4Web semantico
• mwalaWeb Index
• mwaliWebserie
• mwalqWeb service
• mwalgWWW2

Altri progetti

• Wikinotizie contiene l'articolo Ecco i quindici siti web che hanno cambiato il mondo

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikinotizie
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni sul World Wide Web
• Wikinotizie contiene notizie di attualità su World Wide Web
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su World Wide Web

Collegamenti esterni

• citerefsapere-itWorld Wide Web, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-della-matematicawww, in Enciclopedia della Matematica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
• citerefbritannica-com(EN) World Wide Web, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti World Wide Web, su Open Library, Internet Archive.
• citereffoldoc(EN) Denis Howe, World Wide Web, in Free On-line Dictionary of Computing. Disponibile con licenza mwamaGFDL
• mwamiSito ufficiale del W3C, su w3.org.
• mwamqSito ufficiale del CERN, su public.web.cern.ch.